Barolo - deWINE

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PROFUMI DEL VINO
 
Fu Camillo Benso conte di Cavour che, grazie ad un tipo di vinificazione innovativo per l’epoca, verso la fine dell’Ottocento fece conoscere ed apprezzare non solo all’Italia, ma al mondo intero, il Barolo che oggi noi conosciamo.

Il vitigno Nebbiolo (l’unico utilizzabile al 100% per la produzione del Barolo), ha segnato storia ed economia di questo territorio. Coltivato in zone uniche, come vogliono tradizione e disciplinare di produzione, i comuni in cui l’uva Nebbiolo diventa Barolo sono 11: Cherasco, Verduno, Roddi, La Morra, Grinzane Cavour, Castiglione Falletto, Diano d’Alba, Barolo, Novello, Serralunga d’Alba e Monforte d’Alba.

Il Barolo non è un vino che può essere bevuto giovane, se l’annata messa in commercio risulta subito gradevole, allora significa che è stata un’annata molto calda e con ogni probabilità quel vino non potrà ambire ad un invecchiamento decennale. Il lungo affinamento, prima in legno e poi in bottiglia è la strada per raggiungere l’eccellenza: lo sviluppo di quegli aromi terziari così raffinati e pungenti che caratterizzano la maturità del Barolo.

Al fine di migliorare le caratteristiche organolettiche del prodotto, è consentita dal punto di vista del disciplinare di produzione la miscelazione di vini provenienti da diverse annate, per un massimo del 15%. In etichetta deve comunque figurare il millesimo (quantità) relativa al vino aggiunto.

In un bicchiere di Barolo potrete trovare e riconoscere alcuni di questi aromi: anice, ciliegia, caffè, catrame, tabacco, mora, prugna, cannella, funghi, viola, cuoio, nocciola, noce moscata, pepe nero, lampone, liquirizia, rosa, tartufo, vaniglia, ribes.

E come sempre diciamo... non resta che provare!
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