De Toma - deWINE

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VISITE IN CANTINA > Moscato di Scanzo
AZIENDA AGRICOLA DE TOMA

LA STORIA
Nella frazione Rosciate del comune di Scanzorosciate, si trova l’azienda De Toma, storica realtà di quella che oggi è la più piccola delle zone di produzione vitivinicola italiana DOCG. La storia di De Toma va quindi di pari passo con quella del Moscato di Scanzo, vino illustre, che la leggenda narra essere apparsa sulle tavole della Zarina di Russia grazie a Giacomo Quarenghi, architetto bergamasco; Giacomo De Toma guida con la moglie Stefania questa azienda con entusiasmo e passione non comuni, e tutta questa passione la si respira mentre si passeggia e si parla con loro tra le vigne e i muri di questa cantina. La prima bottiglia di Moscato “griffato” De Toma data 1894 ed è grazie al nonno di Giacomo, medico di professione, che questo vino compare sulle nobili tavole bergamasche e non solo dell’epoca; solo in epoche più moderne ha fatto la comparsa anche in altre realtà. Altra data importante per l’azienda è il 1969, anno in cui Alberico, il padre di Giacomo, decide di acquistare i terreni e realizzare un nuovo impianto di uve Moscato di Scanzo, impresa coraggiosa in un’epoca in cui si puntava più sulla quantità o su altri vitigni. A seguito della crisi dell’agricoltura degli anni successivi e della scomparsa della mezzadria, avviene un re-interessamento, in tutta la zona, alle cascine ed alla produzione di qualità. I passi successivi importanti per il Moscato di Scanzo sono la nascita dell’associazione dei produttori, l’iniziale distacco dalla DOC Valcalepio e il successivo riconoscimento della DOCG. La storia più recente dell’azienda De Toma effettua un excursus in un altro territorio importante della viticoltura Lombarda, la Franciacorta, con la produzione di vini spumanti ad affiancare quella di vini rossi, prodotti appunto a Scanzorosciate.

 

VITIGNO / TERROIR
Sàss de lüna: basterebbe il nome di questa pietra dal colore grigio/azzurro che ricorda appunto la luna, per capire di che cosa stiamo parlando. In questa zona di Rosciate, possiamo definirla la zona cru del Moscato di Scanzo, questo tipo di roccia calcareo-marnosa è particolarmente presente; e non solo passeggiando in vigna: mentre visitiamo le graziose sale della cantina, accanto alle botti in legno, quasi come si fosse in una sorta di grotta, troviamo una parete completamente di roccia; il sàss de lüna appunto. Siamo nella porzione di terreno che va dal Monte Bastia allo scollinamento dell’acquedotto, con un’esposizione davvero eccezionale da mattina a sera. Qui la vite è sempre in competizione per cercare acqua e nutrimento e la naturale conseguenza è quella di avere buona qualità a discapito delle quantità, e di questo ne siamo felici! Il sàss de lüna, tanto compatto nel sottosuolo, quanto estremamente friabile in superficie a contatto con gli agenti atmosferici, lo ritroviamo con tutta la sua mineralità all’interno delle bottiglie prodotte da De Toma. Le uve di Moscato di Scanzo qui coltivate subiscono durante l’anno pochi trattamenti, una scelta importante, favorita anche da una sorta di auto-immunizzazione della pianta nei decenni, che l’ha resa più resistente agli attacchi patogeni. Non solo Moscato di Scanzo tra i filari; ma anche Merlot e Cabernet Sauvignon trovano su queste colline un buon territorio sul quale dare il loro meglio. In tutto la superficie vitata di proprietà è di 2,5 ettari. Guardando più ad est, per quanto riguarda la produzione di “bollicine”, siamo invece nel cuore della Franciacorta, dove da qualche anno la famiglia De Toma produce Chardonnay per ottenere l’unico spumante dell’azienda.


VINIFICAZIONE / AFFINAMENTO
Quattromila circa sono le bottiglie di Moscato di Scanzo da mezzo litro che escono annualmente dalla cantina. Potatura verde in vigna, rese per ettaro molto basse (siamo sui 62 q.li/ha sui 70 richiesti da disciplinare), selezione dei grappoli in cantina da parte di personale specializzato e appassimento che può arrivare anche a 40 giorni. Insomma in queste poche bottiglie entra solo il meglio che la natura e la mano esperta dell’uomo possono dare. Capiamo quindi anche perché sia così difficile trovare bottiglie delle vendemmie passate: la qualità è ottima, la quantità limitata, gli amanti di questo vino parecchi. La pressatura viene fatta ancora con lo storico torchio di legno che una volta era montato su un carretto ed oggi fa bella presenza in cantina accanto ai fermentini di cemento, dal gusto retrò. Affinamento, come da disciplinare, solo in acciaio, per circa 2 anni. E quando l’annata è ottimale, solo per pochi eletti (199 per la precisione), ecco che la cantina va ad imbottigliare il suo migliore Moscato, degno di portare in etichetta, inciso su placca metallica, il nome di Alberico De Toma. Gli altri due vini rossi prodotti qui, non possono non attingere al fratello più nobile: ecco allora che il Capriccio dell’Abate è un Moscato di Scanzo in purezza senza appassimento mentre il Cardinale presenta un blend di Merlot, Cabernet e appunto Moscato di Scanzo, con affinamento in barrique di rovere per almeno 6 mesi. Entrambi vocati naturalmente ad accompagnare i piatti tipici della cucina tradizionale bergamasca.
Per quanto riguarda il versante Franciacorta, unica produzione attualmente sono le circa 5000 bottiglie di Blanc de Blancs, ottenute esclusivamente da uve Chardonnay, con 32 mesi di permanenza sui lieviti ed una liquer che deriva dalla produzione del Moscato, che quindi porta la sua traccia anche oltre i confini della DOCG bergamasca.
Tra i progetti per il futuro più prossimo, la produzione di uno spumante millesimato in Franciacorta, mentre dai terreni di Scanzorosciate un progetto per imbottigliare il primo 100% Merlot firmato De Toma.


PRODUZIONE
Moscato di Scanzo DOCG (100% Moscato di Scanzo; bottiglie da 0,50 lt. e 0,375 lt.)
Alberico De Toma Moscato di Scanzo DOCG (100% Moscato di Scanzo; bottiglie da 0,75 lt.) Solo nelle annate migliori, in bottiglie numerate e limitate.
Capriccio dell’Abate (100% Moscato di Scanzo; da 0,75 lt.)
Cardinale (50% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot, 20% Moscato di Scanzo; da 0,75 lt. ed anche, nelle migliori vendemmie, Magnum da 1,5 litri)
Vengono prodotti inoltre con il marchio De Toma, in collaborazione con le distillerie Marzadro, una grappa bianca di Moscato di Scanzo ed una versione barricata denominata “Stilla”, con un invecchiamento in botte di rovere francese superiore ai 5 anni, utilizzando vinacce di Moscato delle annate eccezionali, in bottiglie numerate e limitate a meno di 300 pezzi.
Gli “Zarini” (biscotti alle mandorle, creati per essere abbinati al Moscato di Scanzo),  i cioccolatini (ripieni alla crema di moscato o alla grappa) ed il panettone al Moscato di Scanzo, completano la proposta enogastronomica di De Toma, vere e proprie eccellenze create in collaborazione con Cristian Beduschi e Claudio Bonezzi, due grandi nomi nel panorama della pasticceria italiana di qualità.

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