Vinitaly 2019 Young to Young - deWINE

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Nella cornice della 53ma edizione di Vinitaly abbiamo partecipato  all’evento Young to Young guidato dai giornalisti Paolo Massobrio e  Marco Gatti.
L’evento permette ai giovani produttori di farsi  conoscere portando in degustazione uno dei vini di punta della propria  azienda.
Protagoniste della giornata le cantine “Ca du Ferrà”, “La Corvèe” e “Padelletti”

Il giovane Davide della cantina Ca du Ferrà ha parlato brevemente della  sua azienda. Fondata dai genitori Aida e Antonio, ha visto, negli  ultimi 4, un recupero territoriale e l’impianto di 77 nuove barbatelle.  Azienda dove la linea guida è quella del biologico.
Il vino in degustazione è il “Luccicante Colline di Levanto Vermentino 2018”
Un vino che sorprende e colpisce sin da subito per un colore tenue, che  attira poco lo sguardo, ma che apre la strada ad un naso intenso, fine,  freschissimo con sensazioni di scorza di mandarino ed erbe balsamiche.  La bocca piace ed anche molto, bella struttura, persistenza infinita e  retrogusto davvero piacevole. 14€ (prezzo al pubblico) spesi benissimo.
Giudizio complessivo 4.5 su 5
Moreno della cantina “La Corvèe” presenta la sua azienda, 14 ettari di  vigna, 50.000 bottiglie prodotte, che porta avanti insieme a 3 amici con  passione e dedizione. Un lavoro che guarda al futuro senza dimenticare  però il passato, e le generazioni precedenti che hanno realizzato i  terrazzamenti fino a quote intorno agli 800 m.s.l.m., alle quali questo  vino è dedicato.
Il vino in degustazione è il “Viàch 2017 “Cembra” Trentino DOC Superiore”
 Alla vista si presenta bello luminoso e piacevole, di colore paglierino  scarico con riflessi verdolini. Al naso l’intensità è ottima, a  discapito però della finezza. I sentori passano dai frutti tropicali e  fiori bianchi alle erbe balsamiche, nel complesso molto piacevoli e  puliti. Al palato si impongono la freschezza estrema e la sapidità ben  bilanciata, che unite ad una buona persistenza e al piacevole retrogusto  ne fanno un prodotto interessante. Ritornano le note fruttate e  balsamiche percepite al naso, arricchite da sensazioni minerali.
Un prezzo abbordabile (14€) per un vino che con la sua spiccata aromaticità saprà farsi apprezzare anche dai meno esperti.
Giudizio complessivo 4 su 5
Parla poi Silvano Carducci della cantina Padelletti, il successore di  27 generazioni (dal 1571) di vignaioli che hanno dedicato il loro tempo a  questa terra. L'Azienda, a conduzione famigliare è stata sempre gestita  come secondo lavoro, fino al nuovo corso, che si è dedicato pienamente  all’attività vitivinicola; il lavoro di reimpianto e diversificazione  dei vitigni tra altitudini e zone diverse, iniziato nell'ultimo anno, ha  visto la collaborazione dell'agronomo Massimo Achilli. La produzione  annuale è di circa 20.000 bottiglie, tra le quali è stato scelto il  Brunello di Montalcino riserva 2012 che abbiamo degustato.
Il  colore è vivace ed accattivante, di un bel rosso rubino. Al naso i  profumi di frutta la fanno da padrone, con i tipici sentori di ciliegia e  prugna, ben accompagnati dalle note di cacao amaro e spezie delicate.
In bocca si presenta caldo e corposo, con una intensità marcata, ma un  tannino ancora poco rotondo; nel complesso un buon equilibrio. Ben  dosate le note vanigliate prese dall'affinamento in legno, che non  prevalgono sul resto. Persistenza medio-lunga e finale piacevole. Un  vino che può e deve ancora evolvere ma bevibile già da ora. Sicuramente  una giovane promessa.
Giudizio complessivo 4 su 5
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